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Weekendoit Impara a fare (Ancona 12-27 luglio): 1° Round

L’interesse per l’uncinetto ha risvegliato la mia passione per tutto ciò che riguarda il mondo dell’handmade. In Italia ultimamente c’è un bel fermento a riguardo, e forse riusciamo a recuperare un po’ del grandissimo ritardo rispetto alla scena americana, dove da anni la creatività fai da te è considerata quasi come una forma d’arte e non solo come un’attività casalinga da vecchie babbione!

Grazie a Gaia Segattini, di cui vi ho parlato nel post sul finger knitting, e alla sua combriccola creativa la Mole Vanvitelliana di Ancona ospita nel mese di luglio, una lodevole iniziativa dedicata ai moderni artigiani, con approfondimenti su tecniche ed esperienze. Weekendoit!

Io ho partecipato al primo weekend e devo dire che è stata proprio una bella esperienza! Personalemte ho seguito un workshop molto interessante sulla tintura naturale, ma ce ne sono per tutti i gusti. Falegnameria (Hej Hej), oreficeria (Eilish Creations, En=Joy), rubber stamp (Mr Primitivo) serigrafia (Rinoteca), stampa 3D e ovviamente uncinetto e ricamo (The Babbionz e la zia Inuccia). Qui sotto trovate il programma completo, potete seguire tutte le iniziative sulla pagina facebook.

weekendoit, ancona,Durante la manifestazione ci saranno anche piccole parentesi, per ascoltare esperienze nel mondo dell’artigianato moderno, come Makeit Land, una piattaforma innovativa di video corsi per appassionati di arti creative. Le simpaticissime fondatrici hanno raccontato la loro esperienza, a settembre si parte con il nuovo sito e si può partecipare sia da studenti che da insegnanti, se volete condividere le vostre abilità. Chissà che un domani si parli anche di cucina!

makeitlandHo avuto anche l’occasione di visitare la bellissima mostra di Alessanda Roveda, nella Mole Vanvitelliana fino al 15 agosto. In mostra ci sono oggetti di uso comune completamente ricoperti di filati colorati, lavorati con la tecnica dell’uncinetto. Finalmente l’uncinetto come mezzo di espressione artistica! Qui trovate una sua intervista.

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Il workshop sulla tintura naturale è stato fantastico. Il guru del settore Alessandro Butta, dell’agriturismo La Campana, ci ha ammaliato con i suoi racconti sul colore, sulla nascita dell’azzurro, su egizi e romani, su tecniche giapponesi. Mi ha colpito molto quando ha giustamente osservato, di come sia affascinante che l’uomo nel corso della storia, nonostante guerre, fame e pestilenze, abbia sempre dedicato del tempo a ricercare, sperimentare e riprodurre il colore. Attraverso tecniche, commercio e lunghi viaggi il colore è stato sempre presente dai tessuti all’arte. Se ci pensate bene non è che sia una necessità primaria, sarà l’aura di magia che accompagna la colorazione di lana, cotone, seta.

A seguire c’è stata la parte tecnica, facilmente riproducibile in casa con le dovute precauzioni e approfondimenti. La prova in questione ha riguardato l’indaco, ricavato dal Guado, una pianta tintoria presente in tutta europa. Con le tecniche moderne si utilizzano materie prime facilmente reperibili, un tempo si utilizzava urina e fermentazione batterica!

L’operazione fondamentale è la creazione di un miscuglio, una specie di tintura madre, da diluire poi a seconda dell’intensità desiderata. Tale tintura a seconda dell’acidità, sarà adatta alla lana, al cotone o alla seta. La lana ad esempio, predilige soluzioni più acide rispetto al cotone (spero di non aver detto una scemenza °_°). L’intruglio è composto da colore in polvere, soda caustica, acqua e albite (decolorante). Importantissima la sequenza e l’attenzione nel maneggiare sostanze potenzialmente pericolose. Sicuramente cercherò di approfondire l’argomento che mi affascina molto.

Per l’occasione ognuno ha potuto creare il suo fazzoletto, personalizzato con legacci e biglie di vetro per ottenere decori originali, come era di moda negli anni ’70. La meraviglia quando il fazzoletto tirato fuori dal bagno di colore, risultava di un giallo verdognolo. A contatto con l’aria, nel giro di pochi secondi è diventato di un blu intenso! Bellissima magia.

weekendoit, molevanvitelliana, ancona, tinturanaturale, alessandrobutta, lacampana, naturaldying, indaco, bluCi sono alcuni testi di riferimento come “Tingere al naturale” di Anna Rita Lonardoni e i numerosi libri di Jenny Dean, esperta americana. In pratica il testo della Lonardoni è introvabile, magari in qualche biblioteca, e la letteratura principale di riferimento è tutta di origine americana. Io mi domando come sia possibile, vista la competenza storica europea e soprattutto italiana sull’argomento! Continuerò a cercare.

Cercherò di esserci anche nei prossimi weekend, per il workshop teorico “Aprire un negozio su Etsy” con Francesca Baldassarri dell’Etsy Italia Team, che si terrà sabato 26 luglio alle 19. E anche domenica 27 per i laboratori con le fantastiche The Babbionz (Ricama l’indicibile) e la Zia Inuccia (Amigurumi). Se ci siete anche voi, mi farebbe molto piacere incontrarvi di persona. Battete un colpo! 😀


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4 Comments

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  2. Pingback: Weekendoit 2015: ci sono anch’io e v’insegno il Tapestry Crochet | La Caccavella

  3. Bellissima iniziativa e grazie del link che salvo subito! …la terra del fallo! 😉
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