Mese: febbraio 2016

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Orecchiette integrali di cime di rapa

Febbraio ormai è agli sgoccioli, nell’aria c’è già sentore di primavera. Per salutare quest’inverno così dolce cosa c’è di meglio delle cime di rapa!? Oggi è la Giornata Nazionale delle Orecchiette con le Cime di rapa, per il Calendario del Cibo Italiano promosso dall’Aifb. Le orecchiette con le cime di rapa è uno dei miei piatti preferiti. Preparato con ingredienti semplici ma di qualità può diventare un piatto superbo. Questa ricetta ha subito una piccola variante nelle fasi di realizzazione, lasciando invariati gli ingredienti. Se vuoi scoprire la storia del piatto e la ricetta originale ti invito a leggere l’articolo nella pagina ufficiale, scritto da Enrica Gouthier, del blog Il Sole in Cucina. La caratteristica principale di questo piatto della tradizione è la cottura delle orecchiette insieme alle cime di rapa. Quindi mi sono detta perchè non provare ad unirle già dall’impasto? La prova è riuscita, spero ti piacciano. Le orecchiette sono un formato di pasta tipico della Puglia, regione nota per la produzione di grano duro. Anche se nella attuale produzione italiana di pasta …

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Food&Movies: I Soliti Ignoti e la pasta coi ceci

Il cibo è da sempre protagonista del cinema italiano, ha raccontato soprattutto la nostra capacità di arrangiarci con poco. Un filo rosso che unisce tutta la filmografia del dopoguerra, tra povertà e cibo genuino, cucina popolare e convivialità.

Il film di cui ci occupiamo oggi è I soliti ignoti, pellicola in bianco e nero del 1958, diretta da Mario Monicelli. Il film apre la stagione della commedia all’italiana, che affonda le sue radici nell’avanspettacolo e nel varietà. Monicelli trae ispirazione per la storia da una novella di Italo Calvino, Furto in pasticceria. Cibo e ladri li binomio perfetto. Una banda esilarante, che sognano il colpo perfetto e invece di sbucare nel Monte di Pietà si ritrovano in cucina …

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Kataifi ripieni di noci e ricotta con sciroppo al miele di arancio

Eccomi con la seconda proposta per l’Mtc, quella dolce. Il protagonista della sfida è il miele, proposto dai vincitori del mese precedente Eleonora e Michael del blog Burro e Miele. La proposta salata riguardava gli struffoli, quella dolce è dedicata al caro ricordo di vacanze in Grecia con la mia famiglia. Vacanze trascorse in un piccolo paese sulla costa ionica, in una deliziosa pensione a conduzione familiare lontano dai circuiti turistici. Vacanze meravigliose tra un mare cristallino e il profumo di cucina casalinga, con pelatrice ufficiale fissa di patate e cipolle.

Il pomeriggio, di ritorno dal mare, tappa obbligatoria in pasticceria. Bei tempi, quando non c’erano problemi di linea. La pasticceria era inondata di profumo di miele, dolce, fragrante e a tratti quasi stucchevole. Piccoli pasticcini grondanti, ripieni di pistacchi immersi in questo sciroppo dolcissimo. Oltre alla classica baklava, quello che attirava sempre la mia attenzione erano i kataifi. Il nome indica sia la pasta kataifi che il tipico involtino ripieno di pistacchi e ricoperto di sciroppo al miele. Fili sottilissimi e croccanti con un ripieno morbido e profumato.

Questa tipologia di dolci è presente in tutto il bacino mediterraneo. Con piccole variazioni, di nome e di forma, si trovano nella tradizione, turca, albanese e levantina. La pasta kataifi è assimilabile alla pasta fillo, ma presenta un impasto più liquido che viene versato, attraverso un imbuto con buchi piccolissimi, su una piastra rovente. I fili così ottenuti, vengono poi usati per involtini o sfoglie con ripieni prevalentemente di frutta secca.

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Struffoli salati ripieni di caprino stagionato con miele di castagno e pinoli

Il protagonista della sfida di questo mese è il miele, proposto dai vincitori del mese precedente Eleonora e Michael del blog Burro e Miele. Quando ho letto la proposta, dopo un attimo di sconforto, la mia mente ha subito focalizzato su due ricette molto care, che mi riportano immediatamente a ricordi di famiglia. La prima riguarda gli struffoli e la seconda un dolce tipico che ho modificato per la seconda proposta.

Poi ho iniziato a temere che fossero troppo banali e le ho messe da parte, cercando strani abbinamenti, ingredienti introvabili e ricette complicate. Ho letto tanto e approfondito, ma qualcosa mi diceva sottovoce che la ricetta l’avevo già trovata. Ho fatto un paio di prove e finalmente ho deciso. Per questo arrivo per un pelo prima della scadenza.

Gli struffoli fanno parte della tradizione natalizia di famiglia, il sentore del fritto e la fragranza del miele fanno subito casa, per me che sono emigrante. Raramente mi capita di prepararli fuori stagione, ma per questa variante ho fatto un’eccezione. L’idea di provarli salati era un po’ che mi frullava per la testa e quale occasione migliore per cimentarsi.

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Ravioli dolci al forno con castagne e cioccolato

Oggi si festeggia S. Apollonia, la protettrice dei denti. In occasione della tradizionale festa, in un piccolo paesino della Brianza (Viganò), si preparano i ravioli dolci. Il Calendario del Cibo Italiano, promosso dall’Aifb, oggi celebra questi dolcetti deliziosi.

Puoi curiosare sulla storia e le origini di questa tradizione nella pagina dedicata alla Giornata Nazionale dei Ravioli Dolci di S. Apollonia. La bravissima Manuela Conti si è occupata dei festeggiamenti ufficiali. Io partecipo alle celebrazioni riproponendo una piccola ricetta, con la mia versione dei ravioli dolci … quelli di Benevento.

La ricetta in questione è una versione modificata di un dolce tipico di Benevento. Si prepara per le festività natalizie ed è rigorosamente fritto. I ravioli fritti beneventani sono una dolce tradizione nei pranzi di Natale in famiglia. Ho provato a cuocerli al forno e ad apportare qualche modifica alla ricetta tradizionale.

Facendo parte della cultura culinaria popolare, i ravioli fritti non hanno una ricetta ufficiale. Ogni famiglia e ogni piccolo paese ha la sua preferita e potrebbe giurare di possedere quella giusta. Ma io considero questo tipo di tradizioni open source, aperte a modifiche, aggiunte e sperimentazioni. Quindi non avere paura, puoi provarli anche fritti in olio di girasole, o arricchiti con altri ingredienti, come noci o frutta secca.

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