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Food&Books: La parte più tenera e la torta del diavolo

Ruth Reichl è la critica gastronomica più famosa d’America, io l’ho conosciuta per la prima volta attraverso questo libro. Un libro ricco di ricette legate insieme dal racconto autobiografico della sua vita, soprattutto nel rapporto conflittuale con la madre e la cucina.

Un rapporto, quello con il cibo, cresciuto nel tempo. Da una madre a cui cerca di impedire di avvelenare gli ospiti, con i suoi strani miscugli di roba in scatola. Alla governante che le insegna a muovere i primi passi in cucina. Ruth ripercorre tutta la sua carriera universitaria e lavorativa, attraverso una serie di ricette, ognuna legata ad un personaggio conosciuto lungo il suo percorso o ad un momento di transizione della sua vita.

Ho scelto questa torta facilissima, legata al suo periodo adolescenziale. Ruth la prepara per gli amici per la colazione, dopo serate di baldoria.

“… Questi giovani hanno sempre fame. E aveva ragione. Ma ciò che preferiscono sono i dolci, e quell’anno scoprii il segreto di ogni cuoco esperto: i dessert sono un trucco facile facile. Piacciono sempre, anche quando vengono male. E così mi specializzai in torte, grata all’alchimia che è in grado di trasformare farina, acqua, cioccolato e burro nella torta del diavolo e di farla sparire in un baleno …”

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Food&Books: Afrodita e le tagliatelle ai carciofi

La ricetta di oggi è dedicata ad un’autrice che amo molto, Isabelle Allende. Ha accompagnato la mia adolescenza con racconti magici e drammatici, li ho letti tutti e tutti d’un fiato. Quando è toccato ad Afrodita, sono rimasta piacevolmente sorpresa, non era il solito romanzo della Allende. Un racconto afrodisiaco e sensuale su frutta, dolci, ortaggi e spezie…
Si può considerare un invito alla gioia, al piacere della tavola e alla condivisione con le persone che amiamo. Le ricette sono descritte con ironia, senza formalismi o indicazioni esatte. Anche per non prendersi troppo sul serio, un invito ad improvvisare. Il mio approccio preferito, insomma…

” … dedico queste divagazioni erotiche agli amanti che giocano e, perchè no? anche agli uomini spaventati e alle donne malinconiche … Mi pento delle diete, dei piatti prelibati rifiutati per vanità … Non posso separare l’erotismo dal cibo e non vedo nessun buon motivo per farlo; al contrario, ho intenzione di continuare a godere di entrambi fino a quando le forze e il buon umore me lo consentiranno. Da qui nasce l’idea di questo libro, un viaggio senza carta geografica attraverso le ragioni della memoria sensuale, la dove i confini tra l’amore e l’appetito a volte sono talmente labili da confondersi completamente.” Isabelle Allende

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