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Vermicelli al ragù di polpo con Provolone del Monaco e cannella

Dopo la lunga pausa estiva riaprono le danze. L’MTChallenge è tornato, e stavolta la vincitrice Cristina Galliti del blog Poveri ma Belli e Buoni, ci ha proposto la pasta col pesce. Una sfida meravigliosa piena di spunti e cose nuove da imparare, perchè come ben sa la mia famiglia, non vado proprio pazza per il pesce. Anche se per i primi spesso faccio eccezione.

Il primo piatto che mi è venuto in mente è lo spaghetto con le vongole, ultimamente l’ho preparato spesso e devo dire che il risultato è stato molto soddisfacente. Poi mi è tornato alla mente il ricordo degli spaghetti col polipo della mia mamma. Un sugo denso, scuro e profumato che avvolgeva gli spaghetti in un modo meraviglioso. Personalmente non li avevo mai preparati e allora mi sono detta, ecco l’occasione giusta.

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Polpette di baccalà con crema all’aglio e salsa verde

Rieccomi in cucina alle prese con l’aglio, “l’avorio prezioso” sempre presente in tutte le cucine. Con il suo aroma forte e pungente caratterizza ogni piatto, non potremo viver senza. Consumato fresco nei carciofi o nel pesto, oppure secco per un semplice spaghetto, l’aglio rappresenta uno degli aromi che immediatamente ci riporta alla mente l’immagine di qualcuno che cucina.

Oggi si celebra la Giornata Nazionale dell’Aglio e tra le pagine del Calendario Del Cibo Italiano puoi leggere tutte le sue meravigliose proprietà. Insomma un alimento quasi magico, infatti da brava napoletana una bella treccia d’aglio non manca mai dietro la porta … contro il malocchio (aglio, fravaglie, fatture ca’ nun quaglie; corna, bicorna, cape ‘e alice e cape d’aglio)

Ho voluto partecipare con questa ricetta veloce e gustosa, che utilizza l’aglio in ogni dove. La ricetta è un mix personale di altre ricette trovate su un ricettario dedicato all’Aglio di Voghiera Dop, in basso ho inserito i link delle due ricette a cui ho fatto riferimento.

Prima di iniziare però voglio sottolineare che io odio l’odore dell’aglio sulle dita! Ho provato vari metodi, quello più efficace è usare i guanti, ma si può rimediare anche con acqua e bicarbonato, oppure con l’aceto o il limone.

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Metti l’Artusi a cena … con crostini di capperi, tagliatelle con sugo di magro, zucchine ripiene e torta di patate

” Trattandosi di patate, non ridete del nome ampolloso perché come vedrete alla prova, non è demeritato. Se i vostri commensali non distinguono al gusto l’origine plebea di questa torta, occultatela loro, perché la deprezzerebbero.
Molta gente mangia più con la fantasia che col palato e però guardatevi sempre dal nominare, almeno finché non siano già mangiati e digeriti, que’ cibi che sono in generale tenuti a vile per la sola ragione che costano poco o racchiudono in sé un’idea che può destar ripugnanza; ma che poi, ben cucinati o in qualche maniera manipolati, riescono buoni e gustosi …”

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Food&Movies: Spaghetti House e la puttanesca

Spaghetti House è un film di Giulio paradisi del 1982. Interpretato da un magnifico Nino Manfredi, è ambientato a Londra e narra di un episodio realmente accaduto al ristorante Spaghetti House di Knightsbridge a Londra il 27 settembre del’75.

Tutta la storia si svolge all’interno di un ristorante, in cui condividono le giornate di lavoro Domenico dalla ciociaria, Salvatore dalla Sicilia, Efisio dalla Sardegna, Valentino dalla Toscana e Biagio dalle Marche. Sognano di comprare il locale dalla proprietaria cinese e cercano di vincere la nostalgia cenando con gli spaghetti alla puttanesca, preparati magistralmente da Domenico (Nino Manfredi).

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Pizza integrale con fiori di zucca, mozzarella e alici (lievito di birra, media lievitazione)

La pizza è il tallone d’Achille di tutti i napoletani! Scatena accesi dibattiti tra puristi, estimatori e semplici assaggiatori. C’è chi sostiene che è impossibile replicarla in casa e chi invece ci riesce con successo, per la gioia di amici e parenti.

Personalmente non mi sono mai posta il problema, preparo la pizza casalinga quasi tutte le settimane, con farina integrale e pasta madre. Ogni volta è una scoperta, pur utilizzando sempre la stessa ricetta viene sempre diversa, alta, morbida, croccante a seconda del clima, dell’umore o del tempo che impiego ad impastarla.

Quella napoletana la lascio fare agli esperti e la mangio in pizzeria, esclusivamente a Napoli e rigorosamente margherita tagliata in otto parti e gustata con le mani! …

La ricetta proviene dal disciplinare della pizza napoletana. Per la prima proposta ho deciso di utilizzare il lievito di birra, soprattutto perchè lo uso poco e avevo voglia di provare. Ho seguito alla lettera le indicazioni, anche perchè sono operazioni che non faccio mai. Con un piccolo accorgimento che ho imparato utilizzando spesso la farina integrale…

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