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Gnocchi di patate con crema di anacardi e porro croccante

Per quanto riguarda l’ingrediente principale, ho scelto la Patata Rossa di Colfiorito IGP. Si tratta di una patata dalla buccia sottile e la polpa giallo chiaro, dura e asciutta. Ideale per gli gnocchi, che temono l’acqua in eccesso. Questa particolare varietà è caratteristica degli altopiani di Colfiorito, tra le province di Perugia e Macerata. Ho preferito cuocerla al vapore per evitare di farle assorbire acqua.

Il condimento è stato quasi di recupero, avevo degli anacardi da tempo immemore e un’amica vegana mi ha suggerito di farci la crema, lei di solito ci prepara addirittura il formaggio. Per la salsa di senape ho utilizzato quella che preparo io, profumata e speziata al punto giusto. Il succo di limone per non far scurire la salsa. La nota acidula ha aiutato a smorzare il grasso della crema e della frittura del porro, mi ha piacevolmente

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Cheesecake cotta con mascarpone al pepe di Sichuan e salsa di pere all’anice stellato

Quando si tratta di cheesecake al forno, non occorre aggiungere un’addensante alla crema. Basta metterci le uova. Dopo le sperimentazioni con le versioni precedenti, con quello dolce alle albicocche e quello salato alla feta, ho puntato su ingredienti semplici e qualche spezia. La crema al formaggio con il pepe di Sichuan, e le pere profumate all’anice stellato.

Il pepe di Sichuan in realtà è una bacca, chiamata impropriamente pepe. La pianta somiglia agli agrumi e le bacche vengono private dei semi ed essiccate. Il suo aroma è simile al pepe, ma meno pungente e con un retrogusto di limone. Fai attenzione all’acquisto, le tipologie più scadenti possono contenere i piccioli legnosi e le spine, difficili da eliminare. Prima dell’uso è preferibile tostarli per sprigionare l’aroma, poi si possono pestare in un mortaio o in un mixer per una grana più fine.

L’anice stellato ha invece un aroma più dolce, quasi di liquirizia. Leggermente piccante, ha un profumo caldo e legnoso. Si utilizza intero, in particolare in infusione. Si trova anche in polvere, ma potrebbe perdere l’aroma.

Per la cottura al forno occorre un po’ di attenzione, per evitare che la parte cremosa riporti delle screpolature.Ecco alcuni accorgimenti …

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Biscotti con farina di riso e burro al tè verde (frolla montata)

Anche questo mese ce l’ho fatta e sono riuscita a completare le tre ricette richieste dalla sfida dell’MTChallenge . Dopo la frolla classica e la frolla sablè è toccato alla frolla montata. Ho provato a lasciarla per ultima perchè immaginavo già che non sarebbe stato facile. Per la ricette di tutti i tipi di frolla puoi dare un’occhiata al post di Dani e Juri, i vincitori della sfida precedente dal blog Acqua e Menta. Nella pagina degli sfidanti invece puoi trovare la pioggia di biscotti, che ha invaso i blog in questi giorni.

La frolla montata è una sapiente combinazione di vari fattori. La temperatura degli ingredienti e la lavorazione giocano un ruolo fondamentale. L’ho imparato a mie spese provando la ricetta per tre volte. Ti lascio immaginare le condizioni della cucina! Nonostante le varie prove non sono ancora riuscita ad ottenere il biscotto perfetto, ma ti assicuro che sono migliorati molto dai primi, completamente collassati.

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Biscotti alla mela con olio di cocco (frolla sablè)

Ecco la seconda proposta per la sfida a colpi di biscotti dell’MTChallenge . Questa volta ho scelto di utilizzare la frolla sablè. Se vuoi approfondire i vari metodi, ti consiglio di dare un’occhiata al dettagliatissimo post di Dani e Juri, i vincitori della sfida precedente dal blog Acqua e Menta, per appuntarti le ricette collaudate. Ovviamente il gruppo si è scatenato, qui trovi tutte le ricette partecipanti.

La pasta sablè ha origini francesi e presenta all’assaggio una sensazione di sabbiosità, ottenuta lavorando la parte grassa con la farina. La seconda proposta, per regolamento, andava preparata con l’olio al posto del burro. Quindi ho risolto il problema scegliendo l’olio di cocco, soprattutto per la sua consistenza.

L’olio di cocco a temperature inferiori ai 22° C circa si presenta in forma solida, per questo ho pensato che si adattasse bene al tipo di lavorazione. Tenendo conto della sua struttura, bisogna fare attenzione prima di utilizzarlo. Si scalda facilmente tra le mani, quindi la lavorazione deve essere molto veloce e la sua temperatura iniziale intorno ai 10° C. Credevo di non farcela e invece ha funzionato!

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Food&Movies: Signori si nasce e il baccalà con le patate

Oggi è una giornata speciale, che mi sta particolarmente a cuore. Quasi 50 anni fa ci lasciava un genio, un uomo che accompagnato la mia infanzia, un mito che riecheggia in citazioni, racconti e ricordi di ogni italiano, ma soprattutto di ogni napoletano. Puntata speciale della rubrica Food&Movies!

Sto parlando del Principe Antonio de Curtis, che insieme a Maradona ed Eduardo fa parte dei santini, che ci portiamo sempre dietro, come talismani che ci ricordano sempre da dove veniamo. Si, perchè nessuno come lui ha saputo incarnare e reinterpretare tutti i luoghi comuni che ci caratterizzano.

Oggi quindi lo festeggiamo degnamente, con una Giornata Nazionale a lui dedicata, nel Calendario del Cibo Italiano, promosso dall’Aifb. Naturalmente puoi approfondire l’argomento, leggendo il bellissimo articolo di Lucia Melchiorre, del blog Le Ricette di Luci.

La fame atavica caratterizza tutta la sua produzione, una fame endemica e perenne che gli fa digerire pure le corde di contrabbasso (cit. Miseria e Nobiltà). In ogni film c’è almeno un piccolo richiamo a un cuoco, un piatto di spaghetti, una colazione mancata o al desiderio di una tavola imbandita. Il dopo guerra e la lunga e faticosa gavetta in una Napoli affamata hanno influenzato fortemente la sua formazione.

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