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Polpette di baccalà con crema all’aglio e salsa verde

Rieccomi in cucina alle prese con l’aglio, “l’avorio prezioso” sempre presente in tutte le cucine. Con il suo aroma forte e pungente caratterizza ogni piatto, non potremo viver senza. Consumato fresco nei carciofi o nel pesto, oppure secco per un semplice spaghetto, l’aglio rappresenta uno degli aromi che immediatamente ci riporta alla mente l’immagine di qualcuno che cucina.

Oggi si celebra la Giornata Nazionale dell’Aglio e tra le pagine del Calendario Del Cibo Italiano puoi leggere tutte le sue meravigliose proprietà. Insomma un alimento quasi magico, infatti da brava napoletana una bella treccia d’aglio non manca mai dietro la porta … contro il malocchio (aglio, fravaglie, fatture ca’ nun quaglie; corna, bicorna, cape ‘e alice e cape d’aglio)

Ho voluto partecipare con questa ricetta veloce e gustosa, che utilizza l’aglio in ogni dove. La ricetta è un mix personale di altre ricette trovate su un ricettario dedicato all’Aglio di Voghiera Dop, in basso ho inserito i link delle due ricette a cui ho fatto riferimento.

Prima di iniziare però voglio sottolineare che io odio l’odore dell’aglio sulle dita! Ho provato vari metodi, quello più efficace è usare i guanti, ma si può rimediare anche con acqua e bicarbonato, oppure con l’aceto o il limone.

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Pollo fritto mediterraneo con maionese al pepe verde e salsa speziata allo yogurt

Con la cuffia, la cappa al massimo, le porte chiuse e le finestre spalancate sono riuscita a friggere in tempo anche stavolta per esserci in questa nuova sfida dell’amato MTChallenge. Il blog langue lo so bene, e l’unica cosa che mi tiene ancora a galla sono proprio le scadenze delle sfide che ogni mese mi mettono a dura prova.

Per il fritto non c’era un grosso timore in realtà, noi napoletani siamo in qualche modo temprati e abituati a cene di natale al profumo di baccalà, fritture di pesce e pizze fritte! Il metodo è collaudato, ci vuole il freddo. se riesci a congelarti i piedi perché tutto è spalancato allora il fritto sarà superlativo. Ammetto che però fino ad ora era tutto molto istintivo, non badavo certo a temperature e tipi di pentole.

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Funghi ripieni di ricotta e pecorino di fossa al profumo di timo

Rieccomi tra i fornelli. Tra scatoloni e disordine sono riuscita a programmare un paio di ricette. Mi dispiaceva troppo lasciare queste pagine abbandonate e non potevo certo aspettare la nuova cucina! I lavori di ristrutturazione sono spesso infiniti, credevo fosse una leggenda e invece e successo anche a me. Si sa per certo quando cominciano, ma nessuno sa quando finiscono.

Sia chiaro che continuo a cucinare comunque per il sostentamento familiare, ma scrivere per il blog è tutta un’altra storia. Bisogna tener conto di tutti gli ingredienti, delle quantità, dell’orario in cui si cucina per poi fare le foto. E poi programmare il tempo per scrivere, impostare il set e fare le foto. Personalmente per scrivere ho bisogno di ritagliarmi un momento tutto per me, ci vuole concentrazione e attenzione. Questi momenti mi mancano adesso, ma cerco di mettercela tutta per riprendere l’attività, ci tengo troppo a questo spazio tutto mio e non ho intenzione di trascurarlo ancora.

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Food&Movies: Spaghetti House e la puttanesca

Spaghetti House è un film di Giulio paradisi del 1982. Interpretato da un magnifico Nino Manfredi, è ambientato a Londra e narra di un episodio realmente accaduto al ristorante Spaghetti House di Knightsbridge a Londra il 27 settembre del’75.

Tutta la storia si svolge all’interno di un ristorante, in cui condividono le giornate di lavoro Domenico dalla ciociaria, Salvatore dalla Sicilia, Efisio dalla Sardegna, Valentino dalla Toscana e Biagio dalle Marche. Sognano di comprare il locale dalla proprietaria cinese e cercano di vincere la nostalgia cenando con gli spaghetti alla puttanesca, preparati magistralmente da Domenico (Nino Manfredi).

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Food&Movies: Signori si nasce e il baccalà con le patate

Oggi è una giornata speciale, che mi sta particolarmente a cuore. Quasi 50 anni fa ci lasciava un genio, un uomo che accompagnato la mia infanzia, un mito che riecheggia in citazioni, racconti e ricordi di ogni italiano, ma soprattutto di ogni napoletano. Puntata speciale della rubrica Food&Movies!

Sto parlando del Principe Antonio de Curtis, che insieme a Maradona ed Eduardo fa parte dei santini, che ci portiamo sempre dietro, come talismani che ci ricordano sempre da dove veniamo. Si, perchè nessuno come lui ha saputo incarnare e reinterpretare tutti i luoghi comuni che ci caratterizzano.

Oggi quindi lo festeggiamo degnamente, con una Giornata Nazionale a lui dedicata, nel Calendario del Cibo Italiano, promosso dall’Aifb. Naturalmente puoi approfondire l’argomento, leggendo il bellissimo articolo di Lucia Melchiorre, del blog Le Ricette di Luci.

La fame atavica caratterizza tutta la sua produzione, una fame endemica e perenne che gli fa digerire pure le corde di contrabbasso (cit. Miseria e Nobiltà). In ogni film c’è almeno un piccolo richiamo a un cuoco, un piatto di spaghetti, una colazione mancata o al desiderio di una tavola imbandita. Il dopo guerra e la lunga e faticosa gavetta in una Napoli affamata hanno influenzato fortemente la sua formazione.

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