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Funghi ripieni di ricotta e pecorino di fossa al profumo di timo

Rieccomi tra i fornelli. Tra scatoloni e disordine sono riuscita a programmare un paio di ricette. Mi dispiaceva troppo lasciare queste pagine abbandonate e non potevo certo aspettare la nuova cucina! I lavori di ristrutturazione sono spesso infiniti, credevo fosse una leggenda e invece e successo anche a me. Si sa per certo quando cominciano, ma nessuno sa quando finiscono.

Sia chiaro che continuo a cucinare comunque per il sostentamento familiare, ma scrivere per il blog è tutta un’altra storia. Bisogna tener conto di tutti gli ingredienti, delle quantità, dell’orario in cui si cucina per poi fare le foto. E poi programmare il tempo per scrivere, impostare il set e fare le foto. Personalmente per scrivere ho bisogno di ritagliarmi un momento tutto per me, ci vuole concentrazione e attenzione. Questi momenti mi mancano adesso, ma cerco di mettercela tutta per riprendere l’attività, ci tengo troppo a questo spazio tutto mio e non ho intenzione di trascurarlo ancora.

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Cheesecake di ricotta al finocchio, con nocciolini di Chivasso e albicocche al Varnelli

Questo maggio piovoso è dedicato al cheesecake, con cui partecipo alla sfida n.57 dell’ MTChallenge. Ringrazio i coniugi D’Amore, Fabio e AnnaLu del blog Assaggi di Viaggio, vincitori della sfida n. 56, per questo tema così goloso! Puoi spulciare tutte le varianti nella pagina degli sfidanti, ce ne sono per tutti i gusti.

Un tema che sembra facile, ma che in realtà nasconde molte insidie. Prima tra tutte la scelta del formaggio da utilizzare, a cui poi ho abbinato gli altri ingredienti. Un’altra questione riguarda la consistenza della crema centrale che regge tutta la preparazione. Ho scelto di non utilizzare la colla di pesce e ci ho provato con l’agar in polvere. Si tratta di un polisaccaride di origine vegetale, già presente da anni nei prodotti confezionati (con la sigla E 406).

Ne basta un po’ di meno rispetto alla gelatina tradizionale, per una consistenza forte si possono utilizzare circa 4 g per mezzo litro. Per attivare l’addensante c’è bisogno di scaldarlo, si scioglie tra 85 e 90° C. Si solidifica una volta raffreddato senza bisogno del frigo. Se vuoi approfondire l’argomento ecco due articoli interessanti: Bressanini e il Cavoletto di Bruxelles.

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Pastiera napoletana con grano integrale

Tra le ricette per la Pasqua non poteva certo mancare la pastiera. Il profumo di fiori d’arancio pervade tutte le case napoletane facendo riaffiorare ricordi d’infanzia e feste in famiglia. E’ un dolce molto antico menzionato anche in poesie tradizionali, come vi ho raccontato per il casatiello. Oggi si celebra la sua Giornata Nazionale per il Calendario del Cibo Italiano, promosso dall’Aifb. Puoi leggere la sua storia nel bellissimo articolo di Francesca Lucisano.

Ormai si trova tutto l’anno nelle pasticcerie, ma io sono tradizionalista e quindi riservo la sua preparazione solo per la Pasqua. La ricetta tradizionale ha subito nel tempo anche alcune modifiche, come l’aggiunta della crema pasticcera. La mia ricetta invece vuole essere un tentativo di ritrovare sapori e profumi più autentici.

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Pizza piena di Pasqua (ricetta tipica napoletana)

Tra le ricette di Pasqua, questa è quella a cui sono più affezionata. Mi ricorda le feste trascorse dalla nonna e la tavola imbandita fino all’inverosimile. La pizza chiena la faceva da padrona. Una preparazione meno nota della sua sorella maggiore, la pastiera, ma altrettanto ricca e saporita. In realtà si tratta di una ricetta di recupero. Una sfoglia dolce, magari avanzata dalla preparazione di taralli e pastiere, e un ripieno salato preparato con gli ingredienti disponibili. Immancabile la ricotta, le uova e la provola affumicata. Arricchiti con salumi e cicoli, nella parte dei canditi. Oggi inizia la Settimana della Cucina di Pasqua, secondo il Calendario del Cibo Italiano, e non potevo certo farmi sfuggire l’occasione per preparare questa sontuosa crostata rustica. Il contrasto con la sfoglia dolce era molto forte, in quella preparata da mia nonna. Io ho voluto diminuire un po’ le quantità di zucchero per adattarla ai gusti di tutti. Esistono varianti con la sfoglia salata, o addirittura con l’involucro di pasta del pane al posto della frolla. Io ho rigorosamente rispettato …

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Kataifi ripieni di noci e ricotta con sciroppo al miele di arancio

Eccomi con la seconda proposta per l’Mtc, quella dolce. Il protagonista della sfida è il miele, proposto dai vincitori del mese precedente Eleonora e Michael del blog Burro e Miele. La proposta salata riguardava gli struffoli, quella dolce è dedicata al caro ricordo di vacanze in Grecia con la mia famiglia. Vacanze trascorse in un piccolo paese sulla costa ionica, in una deliziosa pensione a conduzione familiare lontano dai circuiti turistici. Vacanze meravigliose tra un mare cristallino e il profumo di cucina casalinga, con pelatrice ufficiale fissa di patate e cipolle.

Il pomeriggio, di ritorno dal mare, tappa obbligatoria in pasticceria. Bei tempi, quando non c’erano problemi di linea. La pasticceria era inondata di profumo di miele, dolce, fragrante e a tratti quasi stucchevole. Piccoli pasticcini grondanti, ripieni di pistacchi immersi in questo sciroppo dolcissimo. Oltre alla classica baklava, quello che attirava sempre la mia attenzione erano i kataifi. Il nome indica sia la pasta kataifi che il tipico involtino ripieno di pistacchi e ricoperto di sciroppo al miele. Fili sottilissimi e croccanti con un ripieno morbido e profumato.

Questa tipologia di dolci è presente in tutto il bacino mediterraneo. Con piccole variazioni, di nome e di forma, si trovano nella tradizione, turca, albanese e levantina. La pasta kataifi è assimilabile alla pasta fillo, ma presenta un impasto più liquido che viene versato, attraverso un imbuto con buchi piccolissimi, su una piastra rovente. I fili così ottenuti, vengono poi usati per involtini o sfoglie con ripieni prevalentemente di frutta secca.

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