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I miei spaghetti con acciughe e pangrattato per il Club del 27

Sei di fretta? Non hai fatto la spesa? Nel frigo c’è il vuoto cosmico? Ecco la soluzione! Un primo buonissimo, facilissimo e con pochissimi ingredienti, presenti anche nei frigoriferi più desolati. P. la definirebbe pasta e frigo, una delle sue specialità. Il Club del 27 di questo mese ha tirato fuori dal cilindro le ricette legate al Tema del Mese della sfida n. 48, piatti semplici e buonissimi della nostra tradizione culinaria. Ci sono gli spaghetti alla Nerano, alla Puttanesca, alla Carrettiera, e tanti altri, Io ho optatto per questi buonissimi spaghetti con aggiughe e pangrattato, perchè davvero mi sono ritrovata nella situazione di cui sopra. E quindi eccoli qui, profumati e saporiti per improvvisare e sorprendere, buon appetito! Annunci

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Sartù bianco con coniglio, verdure in scapece e “peperna”

Protagonista della tradizione partenopea, il sartù rappresenta il connubio perfetto tra la cucina francese e quella napoletana. Sontuoso ed elegante, e nello stesso tempo ricco e popolare. Non poteva scegliere sfida più accattivante, la meravigliosa Marina, vincitrice della sfida sulle terrine.

Preparazione ricca e complessa, come solo l’MTChallenge sa essere! Ammetto che lo consideravo semplice da preparare, anche perché non mi sono mai posta il problema della tenuta della forma e della cottura perfetta del riso. In casa è stato sempre preparato ad occhio e ammettiamolo ci è sempre andata bene. Il sartù è uno sformato di riso al sugo con ripieno di vario genere, il termine probabilmente deriva da sartout, che vuol dire soprammobile elegante, trionfo da tavola. Si narra che i cuochi francesi abbiano inventato questa preparazione per convincere i napoletani a mangiare riso. Il riso era già utilizzato, ma nella cultura popolare aveva un’accezione negativa, si preferivano di gran lunga i maccheroni.

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Funghi ripieni di ricotta e pecorino di fossa al profumo di timo

Rieccomi tra i fornelli. Tra scatoloni e disordine sono riuscita a programmare un paio di ricette. Mi dispiaceva troppo lasciare queste pagine abbandonate e non potevo certo aspettare la nuova cucina! I lavori di ristrutturazione sono spesso infiniti, credevo fosse una leggenda e invece e successo anche a me. Si sa per certo quando cominciano, ma nessuno sa quando finiscono.

Sia chiaro che continuo a cucinare comunque per il sostentamento familiare, ma scrivere per il blog è tutta un’altra storia. Bisogna tener conto di tutti gli ingredienti, delle quantità, dell’orario in cui si cucina per poi fare le foto. E poi programmare il tempo per scrivere, impostare il set e fare le foto. Personalmente per scrivere ho bisogno di ritagliarmi un momento tutto per me, ci vuole concentrazione e attenzione. Questi momenti mi mancano adesso, ma cerco di mettercela tutta per riprendere l’attività, ci tengo troppo a questo spazio tutto mio e non ho intenzione di trascurarlo ancora.

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Brodetto di pesce al Verdicchio, in compagnia del Guarracino.

La sfida di questo mese riguarda il pesce. Quando, dopo trepidante attesa, ho scoperto che il tema era il Brodetto c’è stato una lungo momento di panico. Io con il pesce?! Una storia d’amore mai nata.

Insieme al caffè è il rimprovero che ricevo più spesso: ma come, sei di Napoli e non ti piace il caffè o non mangi pesce? In realtà non è che proprio non lo mangio, non prediligo crostacei e molluschi. Di conseguenza non mi ci metto nemmeno a cucinarlo. Al massimo provo con baccalà, merluzzo e pesci da fare al forno o al cartoccio.

Qui si ferma tutta la mia esperienza. Poi leggendo con calma il bellissimo e dettagliato racconto del Broeto dell’Adriatico di Anna Maria Pellegrino dal blog La Cucina di qb, non ho potuto farne a meno. Ci dovevo provare, dovevo superare questo tabù. E quindi eccomi qua, con la mia nemesi. Dopotutto a questo servono le sfide dell’MTC. Ti avviso che il post sarà abbastanza lungo, quindi se vuoi leggere solo la ricetta scorri in basso …

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Struffoli salati ripieni di caprino stagionato con miele di castagno e pinoli

Il protagonista della sfida di questo mese è il miele, proposto dai vincitori del mese precedente Eleonora e Michael del blog Burro e Miele. Quando ho letto la proposta, dopo un attimo di sconforto, la mia mente ha subito focalizzato su due ricette molto care, che mi riportano immediatamente a ricordi di famiglia. La prima riguarda gli struffoli e la seconda un dolce tipico che ho modificato per la seconda proposta.

Poi ho iniziato a temere che fossero troppo banali e le ho messe da parte, cercando strani abbinamenti, ingredienti introvabili e ricette complicate. Ho letto tanto e approfondito, ma qualcosa mi diceva sottovoce che la ricetta l’avevo già trovata. Ho fatto un paio di prove e finalmente ho deciso. Per questo arrivo per un pelo prima della scadenza.

Gli struffoli fanno parte della tradizione natalizia di famiglia, il sentore del fritto e la fragranza del miele fanno subito casa, per me che sono emigrante. Raramente mi capita di prepararli fuori stagione, ma per questa variante ho fatto un’eccezione. L’idea di provarli salati era un po’ che mi frullava per la testa e quale occasione migliore per cimentarsi.

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