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Biscotti con farina di riso e burro al tè verde (frolla montata)

Anche questo mese ce l’ho fatta e sono riuscita a completare le tre ricette richieste dalla sfida dell’MTChallenge . Dopo la frolla classica e la frolla sablè è toccato alla frolla montata. Ho provato a lasciarla per ultima perchè immaginavo già che non sarebbe stato facile. Per la ricette di tutti i tipi di frolla puoi dare un’occhiata al post di Dani e Juri, i vincitori della sfida precedente dal blog Acqua e Menta. Nella pagina degli sfidanti invece puoi trovare la pioggia di biscotti, che ha invaso i blog in questi giorni.

La frolla montata è una sapiente combinazione di vari fattori. La temperatura degli ingredienti e la lavorazione giocano un ruolo fondamentale. L’ho imparato a mie spese provando la ricetta per tre volte. Ti lascio immaginare le condizioni della cucina! Nonostante le varie prove non sono ancora riuscita ad ottenere il biscotto perfetto, ma ti assicuro che sono migliorati molto dai primi, completamente collassati.

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Biscotti alla mela con olio di cocco (frolla sablè)

Ecco la seconda proposta per la sfida a colpi di biscotti dell’MTChallenge . Questa volta ho scelto di utilizzare la frolla sablè. Se vuoi approfondire i vari metodi, ti consiglio di dare un’occhiata al dettagliatissimo post di Dani e Juri, i vincitori della sfida precedente dal blog Acqua e Menta, per appuntarti le ricette collaudate. Ovviamente il gruppo si è scatenato, qui trovi tutte le ricette partecipanti.

La pasta sablè ha origini francesi e presenta all’assaggio una sensazione di sabbiosità, ottenuta lavorando la parte grassa con la farina. La seconda proposta, per regolamento, andava preparata con l’olio al posto del burro. Quindi ho risolto il problema scegliendo l’olio di cocco, soprattutto per la sua consistenza.

L’olio di cocco a temperature inferiori ai 22° C circa si presenta in forma solida, per questo ho pensato che si adattasse bene al tipo di lavorazione. Tenendo conto della sua struttura, bisogna fare attenzione prima di utilizzarlo. Si scalda facilmente tra le mani, quindi la lavorazione deve essere molto veloce e la sua temperatura iniziale intorno ai 10° C. Credevo di non farcela e invece ha funzionato!

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Biscotti di farro ripieni con cacao e amarene (frolla classica)

Piovono biscotti in questo splendido aprile. La cucina è stata invasa da profumo di burro e vaniglia. La sfida del mese per l’MTChallenge riguarda appunto i biscotti. Si fa presto a dire biscotti, confesso che fin’ora li avevo sempre preparati senza pensare troppo alla lavorazione e alla temperatura degli ingredienti. Quindi ne ho approfittato per imparare e sperimentare, tanto se non vengono perfetti, sono sempre buoni da mangiare.

Sono riuscita a salvare tre prove, le altre te le risparmio. Per la prima ricetta ho utilizzato una frolla classica. Se vuoi approfondire i vari metodi, ti consiglio di dare un’occhiata al dettagliatissimo post di Dani e Juri, i vincitori della sfida precedente dal blog Acqua e Menta, per appuntarti le ricette collaudate. Ovviamente il gruppo si è scatenato, qui trovi tutte le ricette, io mi riprometto di provarle tutte!

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Pastiera napoletana con grano integrale

Tra le ricette per la Pasqua non poteva certo mancare la pastiera. Il profumo di fiori d’arancio pervade tutte le case napoletane facendo riaffiorare ricordi d’infanzia e feste in famiglia. E’ un dolce molto antico menzionato anche in poesie tradizionali, come vi ho raccontato per il casatiello. Oggi si celebra la sua Giornata Nazionale per il Calendario del Cibo Italiano, promosso dall’Aifb. Puoi leggere la sua storia nel bellissimo articolo di Francesca Lucisano.

Ormai si trova tutto l’anno nelle pasticcerie, ma io sono tradizionalista e quindi riservo la sua preparazione solo per la Pasqua. La ricetta tradizionale ha subito nel tempo anche alcune modifiche, come l’aggiunta della crema pasticcera. La mia ricetta invece vuole essere un tentativo di ritrovare sapori e profumi più autentici.

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Food&Books: La parte più tenera e la torta del diavolo

Ruth Reichl è la critica gastronomica più famosa d’America, io l’ho conosciuta per la prima volta attraverso questo libro. Un libro ricco di ricette legate insieme dal racconto autobiografico della sua vita, soprattutto nel rapporto conflittuale con la madre e la cucina.

Un rapporto, quello con il cibo, cresciuto nel tempo. Da una madre a cui cerca di impedire di avvelenare gli ospiti, con i suoi strani miscugli di roba in scatola. Alla governante che le insegna a muovere i primi passi in cucina. Ruth ripercorre tutta la sua carriera universitaria e lavorativa, attraverso una serie di ricette, ognuna legata ad un personaggio conosciuto lungo il suo percorso o ad un momento di transizione della sua vita.

Ho scelto questa torta facilissima, legata al suo periodo adolescenziale. Ruth la prepara per gli amici per la colazione, dopo serate di baldoria.

“… Questi giovani hanno sempre fame. E aveva ragione. Ma ciò che preferiscono sono i dolci, e quell’anno scoprii il segreto di ogni cuoco esperto: i dessert sono un trucco facile facile. Piacciono sempre, anche quando vengono male. E così mi specializzai in torte, grata all’alchimia che è in grado di trasformare farina, acqua, cioccolato e burro nella torta del diavolo e di farla sparire in un baleno …”

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